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Ale74Pc
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Ricordavo in qualche angolo del Forum questo bell'argomento aperto da drago500 ormai diversi anni fa e purtroppo poco visitato.
Oggi vorrei proporre, per quelli a cui interessano le vicende legate alle 500 ed in particolare ai restauri, uno scritto dedicato ad un fortunato episodio che mi ha permesso un enorme passo avanti ai lavori sulla nostra 500 derivata Scoiattolo.
Dalle foto scattate prima del restauro si poteva notare la macchina equipaggiata con generici fanalini posteriori in plastica, normalmente utilizzati su spartani automezzi commerciali e rimorchi agricoli.
Inutile negare che l'essere sprovvisti degli introvabili "Olsa" originali ci aveva fin da subito causato diverse notti insonni...
(Si... Forse non proprio a tutti e due...)
Le nostre ricerche si erano dimostrate sempre vane ed eravamo (ahimè) ormai rassegnati all'idea di installare qualcosa di alternativo... 
Per quelli che non si annoiano nel leggere questi retroscena, raccontiamo quindi come abbiamo risolto questa mancanza.
Il lavoro mi porta quotidianamente a spostarmi in macchina, battendo aree più o meno vaste.
Un bel giorno, "girovagando" alla ricerca di una posizione logistica per un futuro intervento, mi trovavo a perlustrare una zona artigianale-produttiva, fino a quel momento, per me del tutto nuova.
Quella mattina, in maniera fortuita, mi imbattevo in una carrozzeria, sita in un edificio industriale verosimilmente anni '70.
Nel cortile esterno giacevano ordinate diverse vecchie auto, con tutta probabilità in attesa di essere "lavorate".
Vinto dalla curiosità, mi avvicinavo e fra tante cose interessanti, parzialmente coperta da un telone, spuntava il sedere di una malandata Jeep...
Osservando meglio, mi accorgevo di un dettaglio straordinario.
...Incredibile ma vero!!
Una Jeep Willys montava al posteriore due fari Olsa, non proprio in buono stato, ma erano proprio quelli che stavamo cercando!
Parcheggio fuori e decido di entrare...
Aprendo il pesante portone d'ingresso, costernato da lucernari in vetro, varcavo la soglia di una sorta di Eden...
Appena dentro, una Giulietta spider, issata sui trespoli, ancor profumava di vernice appena spruzzata. Questa meraviglia mi impediva l'ingresso, ma non di privarmi dello spettacolo di una Fiat 1100 T.V. Canta e di una Flaminia coupè Zagato...
Più in là sostava una Alfa Romeo 2600 Sprint, col parabrezza rotto (!!!) ma in attesa di riparazione.
E laggiù?!? Caspita, (penso io) una rara 1900 S.S. allestita per competizioni storiche...
Ovunque puntassi lo sguardo vedevo una macchina classica, come una Opel Calibra anni '90, sollevata su di un ponte e senza targhe...
L'officina eccheggiava di martellate, soffi d'aria compressa e rotori elettrici. Qualcuno, all'opera, fischiettava intonato "Una carezza in un pugno" di Celentano.
Un autentico diorama in scala 1:1...
Una voce in secondo piano mi accoglie dopo quasi un minuto, chiedendo ancora un poco di pazienza.
Mi viene incontro un imponente signore sulla cinquantina, forte di una salopette "Lechler" e le protezioni da piastrellista saldamente annodate alle ginocchia.
il viso era celato da una mascherina, difficile dire se la portasse per motivi sanitari (non ricordo se vi fossero in essere ancora normative anti Covid-19) o se indossasse la protezione a scopo (vagamente) antinfortunistico.
Guardavo verso l'alto quel gentile signore, consapevole di essere per lui una seccatura vivente, che lo avevo distratto dal lavoro.
Sulla vissuta stoffa del suo abbigliamento giacevano attaccati segmenti di nastro-carta, come munizioni pronte all'uso.
Nel taschino della camicia a quadrettoni spuntavano utensili di precisione ed un paio di occhiali tutti impolverati.
Estraggo il telefonino, che avevo precedentemente impostato con un'immagine dello Scoiattolo e lo ruoto verso il suo (nel frattempo) corrucciato campo visivo: "Sono alla ricerca dei fanali posteriori... Di questa macchina..."
"Ha!" La sua risposta. "Un 500 Scoiattolo", prosegue sorridendo...
"Passa di là", indicandomi di aggirare la Giulietta spider, poi il suo dito indice punta ad una porta in un angolo del capannone, da cui provenivano dei forti bagliori da saldatura.
"Laggiù c'è mio padre. Chiedi pure a lui".
Il suo viso si chiude in un sorriso quasi paterno, nonostante potessimo essere quasi coetanei.
Cammino verso quella misteriosa porta; non riesco a tenere a bada la mia curiosità e percorro il pavimento a passi corti, senza staccare gli occhi da tutte quelle magnifiche auto . I muri sono inoltre abbelliti da volanti appesi a grossi chiodi, ci sono anche alcuni fregi celebri, vecchie foto di auto classiche restaurate, oltre ai calendari "Max" con protagoniste Anna Falchi, Sabrina Ferilli, Eva Herzigova ecc... 
Raggiungo la porta indicata, che in realtà si dimostra un varco verso un capannone più datato, la luce fredda dei neon mi svela una sorta di reparto dedicato alla cura delle Jeep Willys.
Ne conto almeno una decina fra complete, smontate e cannibalizzate.
Un anziano signore, lavora ricurvo sulla fiancata di una di quelle Jeep.
Mi sento a disagio, passano circa 40-50 secondi senza che nemmeno quell'uomo abbia alzato la testa, come fossi trasparente. Il brusio di sottofondo della ventola della saldatrice, si miscela al rumore di sottofondo, poi giunge un timido:
"Arrivo eh!?!"...
A quel punto l'artigiano afferra la torcia della saldatrice e con una sequenza di accecanti fiammate, salda alcuni punti del fuoristrada in riparazione.
"Dimmi pure"...
"Io intanto vado avanti, altrimenti se devo dar retta a tutti, quando finisco qua?!?..."
Parlava con una leggero rotacismo, che mi faceva sembrare la sua severa dialettica vagamente nobile.
Cerco qualche giro di parole per introdurre il mio discorso e quando il sig. Mario, padre di Giancarlo, il titolare della carrozzeria, vede la foto del nostro Scoiattolo, dimostra immediatamente di sapere il fatto suo.
Abbandona quell'iniziale espressione di disappunto ed introduce poi piacevoli tecnicismi, legati alle 500 derivate.
Ci troviamo in accordo su diversi punti e quando focalizzo il discorso su quel che vado cercando, il sig. Mario si rammarica di non potermi essere d'aiuto e piomba in un silenzio che interpreto come un: "tanti saluti"...
"...Però..."
Irrompe, mentre con la mano velocemente spegne la saldatrice e chiude la bombola del gas.
"Fuori c'è una MB42... Forse su quella hanno messo su proprio un paio di Olsa".
Fingo di non aver visto nulla all'esterno ed il sig. Mario mi invita a seguirlo nel piazzale, dove mi conduce fino alla Jeep che avevo notato prima.
Il sig. Mario rimuove il telo e mi racconta delle vicende legate a quella macchina, parla di una controversia fra eredi e lavori che nessuno gli aveva mai saldato.
Ritornati nella carrozzeria, dopo un breve consulto col figlio, i carrozzieri ipotizzano che con ogni probabilità gli Olsa non si potranno smontare, non essendo la "MB" di loro proprietà.
Si rendono comunque disponibili ad informarsi ed eventualmente aggiornarmi sulla situazione.
Mi congedo e riprendo la mia strada, in tutta onestà uscivo un poco deluso, ma in fondo non avevo altre piste da seguire ..
Passano le settimane, non ricevo nessun cenno dai signori carrozzieri. 
Ho provato una sera a fare una telefonata...
Niente: devono interpellare gli eredi del proprietario della Jeep..
Ancora alcune settimane e nulla... 
Il restauro dello Scoiattolo ugualmente proseguiva, ma nulla si muoveva sul fronte fari posteriori.
A distanza di quasi sei mesi, il sig. Mario mi contatta telefonicamente e mi invita alla sua carrozzeria, riaccendendo le nostre speranze.
Trascorso qualche giorno a scopo organizzativo, un sabato mattina ritorno dai signori Mario e Giancarlo, convinto di poter mettere le mani su preziosi fari.
Quando giungo al capannone, prima di incontrare titolari, noto immediatamente che la Jeep nel piazzale non è stata nemmeno toccata e i fanalini sono ancora al loro posto.
...Non capisco.
Mario e Giancarlo mi accolgono nella "hall" della loro carrozzeria con una brutta notizia:
"Mi spiace, purtroppo i fari che ti interessano, oltre ad essere brutti, non sono neppure in vendita..."
...Continuo a non capire. Per quale motivo mi avrebbero allora fatto venire fino a qui??? 
Padre e figlio si scambiano di seguito uno sguardo d'intesa e poi mi sorridono...
...La mia perplessità aumenta... 
Ci dirigiamo dopo verso un banco da lavoro completamente sgombro su cui giace soltanto un piccolo asciugamano arrotolato...
"Abbiamo trovato anche questi!"
Mi dice il sig. Mario mentre dipana lentamente quel rotolo di spugna ed ecco spuntare una coppia di fari Olsa in condizioni decisamente ottime. 
Fra il tanto materiale che avevano a disposizione, anche una seconda serie di Olsa, recuperati durante un restauro.
Mi spiegano che in fase di "civilizzazione" dei residuati bellici, soventemente le luci militari venivano rimpiazzate da ricambi automobilistici; per fortuna avevano messo da parte quei vecchi fari..
Accidenti, che vicenda.
Ma non era finita...
Mi ero dimostrato troppo interessato a quei gruppi ottici, per cui inizio a temere che mi possa essere avanzata una richiesta economica impegnativa.
Prende a questo punto la parola il sig. Giancarlo e senza mezzi termini formalizza:
"100 Euro! E sono tuoi!!"
Prosegue ridacchiando:
"Se pensi sia troppo, dammene 200!"
Lasciando così intuire che il prezzo non fosse trattabile.
Dieci minuti dopo guidavo verso casa, con me, la coppia di Olsa per il nostro Scoiattolo...
Ringraziano per il messaggio: mimmof500, lattea75, martnuccia, drago500, FUFU, Gens Orsina, Gian56, Truvlino, Bartolomeo
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