L'aria fredda delle Alpi sembra essere entrata dentro l'abitacolo della 500:

al tatto i edili risultano gelati;

ma il motore si è avviato allegro, e dopo il pieno di benzina sono già sulla “SS12” in discesa verso il bivio per la “SS44”, che tramite i passo Giovo a 2094m, mi permetterà di intrufolarmi nella val Passiria.
La 500 arriva sul Giovo senza alcun “colpo di tosse”, poco più avanti, per la precisione nell'abitato di S. Leonardo, la “SS44” si fregia di una appendice (la “SS44bis”) veramente interessante: la strada che porta al passo del Rombo, anch'esso valico di confine italo austriaco
Il nastro d'asfalto si attorciglia letteralmente alle pendici dei monti, i tornanti si contorcono sinuosi e la vetta sembra inarrivabile...
Arrivo a quota 2509m Il passo del Rombo, uno dei luoghi più freddi d'Italia....

La conseguente discesa per il ritorno è una faticaccia per i 4 tamburi freno, che tuttavia assolvono il loro dovere, fino a Merano (BZ)
A Merano passiamo la “Porta Venosta” e risaliamo la vallata
La “SS38 dello Stelvio”, che conduce all'omonimo passo, percorre la parte più bassa della Val Venosta, ma l'obbiettivo di questa parentesi sull'itinerario è un preciso punto di interesse.
Procedendo fra campagna ricca di verde e di agricoltura, a Prato allo Selvio, si tiene la destra...
OOPS!!!! la protagonista della foto è in bluette ma è parcheggiata nel riquadro in alto a destra e non a bordo piscina.....

...Hem, dicevo, si tiene la destra e si segue l'indicazione per Resia (BZ).
Siamo sulla “SS40”, qui a San Valentino alla Muta
Nell'immagine, oltre al distributore dove ho rabboccato il carburante, si vede il Lago della Muta.
Poco più avanti la mia meta: il lago di Resia, dove si affaccia Curon Venosta; del vecchio paese rimane soltanto il campanile della chiesa che fuoriesce dalle acque..