Grazie all'amico Williams, vedo che qui potrebbe esserci un po'di confusione. Provo a fare chiarezza, usando termini più semplici possibili.
Il sistema di accensione delle nostre 500 sapete tutti come è composto. Per generare l'alta tensione necessaria per far scoccare la scintilla sulla candela si usa la bobina. Questa è praticamente un trasformatore. Come tutti i trasformatori, al suo interno ci sono due avvolgimenti. Al primo (primario) si collega il positivo del blocchetto di avviamento e il filo delle puntine. Potete ben capire che quando le puntine sono chiuse, c'è un passaggio di corrente continua nel primario della bobina, visto che come ho scritto sopra, un capo è collegato al positivo tramite il blocchetto e l'altro è a massa tramite le puntine. Questo crea un campo magnetico costante all'interno della bobina stessa. Il condensatore, in questo caso, è in corto circuito a causa delle puntine. Quando le puntine si aprono, la corrente cessa di scorrere e si crea una variazione del campo magnetico all'interno della bobina. Per effetti elettromagnetici che non sto a spiegare, questo fatto crea una tensione nell'altro avvolgimento della bobina (secondario). Questa tensione, amplificata, crea la scintilla necessaria alla candela. Il condensatore ha un duplice scopo: quello di evitare che scocchi la scintilla tra i contatti delle puntine (prolungando la vita di queste ultime) e di aumentare la tensione sul primario, per avere quindi, di conseguenza, una tensione ancora più alta sul secondario. I limiti di questo sistema sono molti:
La tensione che si riesce a creare sul primario della bobina è relativamente bassa, di conseguenza sarà bassa anche quella generata dal secondario.
Non è adatta per alto numero di giri, perchè, oltre a non fornire una scintilla potente, i contatti delle puntine tendono a essere imprecisi e a saltellare (effetto rimbalzo).
Richiede continue verifiche dell'efficienza del sistema.
Una bobina di vecchia concezione che fa quel che può.
Ha parecchie dispersioni (causate dai vari componenti: calotta, spazzola, cavi, prolunghe candele).
Per quanto riguarda l'accensione elettronica, di queste ne esistono una miriade di tipi, ma mi limito a descrivere il principio di funzionamento di quelle utilizzate per la conversione delle 500.
In questi sistemi è presente un modulo di potenza che possiamo volgarmente chiamare amplificatore. Quest'ultimo ha bisogno di sapere, tramite un segnale elettrico, il momento in cui deve scoccare la scintilla. Per fare ciò, può usare le stesse puntine, che diventano un interruttore di segnale, di conseguenza la loro vita sarà praticamente eterna, visto che la corrente che le attraversa è insignificante. Questo principio era usato dall'impianto Magneti Marelli Dinoplex che equipaggiava le Fiat Dino, la Dino (Ferrari) e la Lancia Stratos.
In alternativa può usare un sensore elettronico, che invierà al modulo il segnale necessario. A questo punto sarà il modulo che invierà una tensione (di molto superiore rispetto a quella generata dall'impianto a puntine) alla bobina. Quest'ultima farà lo stesso lavoro dell'impianto a puntine e cioè trasformerà la tensione applicata sul primario, in una tensione molto più elevata sul secondario. Solo che il risultato finale sarà più elevato.
Ho cercato di descrivere il tutto con termini molto basilari, quindi mi scuso se qualche persona più tecnica giudica questa descrizione approssimativa. Era per far capire a tutti. Spero di esserci riuscito.