Esprimo il mio parere:
- E e N fino al 1959: veri e propri pezzi di alta collezione che ormai hanno raggiunto quotazioni da "nababbi". Un po' limitate per il motore 479 cc e le prestazioni davvero modeste.
- Sport: come sopra, con la differenza del motore 499 cc da 21 CV (lo stesso montato anche sulla Bianchina Special) e rapporto al ponte 8/39 che garantiscono prestazioni migliori. Prodotta in due serie, io preferisco la seconda con tetto apribile e cerchi color alluminio.
- Versioni 1959: rarissime perché prodotte per pochi mesi, sono molto simili alla successiva D (tanto che chi non ha un occhio esperto spesso le confonde), ma si distinguono per il motore 479 (migliorato però leggermente nelle prestazioni) e il serbatoio sempre "disteso". La 500, grazie a due pozzetti ricavati nel pavimento e ad alcune modifiche al tetto, viene finalmente omologata per quattro passeggeri. Per rispettare il nuovo CdS, scompaiono le prese d'aria anteriori, sostituite dalle frecce e dalle luci di posizione, che rimarranno lì fino al termine della produzione.
- D: l'ultimo modello con porte controvento è anche il primo veramente di successo della 500. Con la D, la 500 raggiunge presto l'apice delle vendite. Sarà prodotta fino al 1965 in più serie, che vedranno l'introduzione di importanti accessori come posacenere, lavavetro manuale e imbottitura a protezione delle ginocchia sotto al cruscotto. Molto ricercata oggi dal collezionista che vuole "distinguersi", perché nel "panorama" di quelle con porte controvento è quella più diffusa.
- F: sostituisce la D a partire dal '65, ed è il primo modello con porte "normali", introdotte per una questione di sicurezza (in Italia, infatti, furono vietate le porte controvento sulle vetture, ma rimasero facoltative sui mezzi commerciali e promiscui, ecco perché la Giardiniera le ha avute fino alla sua uscita di scena!). Sulla F troviamo inoltre alcune modifiche negli interni, con nuovo contachilometri di uguale disegno ma con scala fino a 120 km di 20 in 20 e spia "generat." che sostituisce "dinamo", una migliore organizzazione di spie e interruttori e una migliorata abitabilità posteriore. Troviamo inoltre anche modifiche alla carrozzeria, con il semitetto posteriore che ora è un tutt'uno con la scocca, e nel motore, dove vengono rivisti erogazione, fasatura e carburazione; il tutto per un guadagno di solo mezzo cavallo: le prestazioni sono invariate rispetto alla precedente D, ma la guidabilità è migliorata. La primissima serie, denominata "Otto Bulloni" in riferimento al numero totale di bulloni che fissano gli sportelli, è oggi molto ricercata.
- L: affianca la F a partire dal 1968, sdoppiando così di fatto la gamma in una versione base (F) e in una più lussuosa (L). Sorpasserà la F nelle vendite grazie alle finiture migliori, a una migliore dotazione di serie e a un interno più moderno e comodo, con cruscotto rivestito in plastica, contachilometri di derivazione 850 comprendente anche l'indicatore della benzina e tasche alle portiere. Anche oggi la L è la versione della 500 più diffusa e apprezzata dal collezionista "medio"; ma non da me, che la trovo troppo "seriosa" con quel frontale e con quei tubolari cromati. Inoltre, sarà forse per le tasche alle portiere e per la plastica alla plancia, ma dentro pare più piccola e stretta delle altre.
- R: sostituisce nel 1972 le precedenti F e L e, a sua volta, è affiancata dalla nuova 126. La R è, a mio parere, l'apice delle 500, con motore 595 cc della 126 (ma depotenziato ai soliti 18 CV) e rapporto al ponte 8/39, preso in prestito nientemeno che dalla Sport del '58. La differenza, in termini di motore, si sente: più elastico, più pronto e con prestazioni maggiori, con una velocità massima di oltre 100 km/h. Per il resto, invece, le lussuose finiture della L sono ormai un ricordo: eliminate tutte le cromature, cerchi ruota della 126 prima serie, senza coppe e di aspetto "sportiveggiante", interno della 500 F ma con tessuto dei sedili senza lunetta e volante e contachilometri neri, eliminazione dell'interruttore di accensione luce quadro (che si accende automaticamente all'accensione dei fari), modifica all'interruttore stop (ora di tipo meccanico, molto più convenzionale) e sedile posteriore non più reclinabile. Sul frontale compare il nuovo logo aziendale adottato dal 1968. Tra le versioni "normali" post '65, la R è la più rara, ed è la mia preferita. Si, forse sono un po' di parte...